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In questo momento ci sono dei nuovi satelliti che stanno orbitando attorno alla Terra: appartengono a Starlink, il nuovo progetto di Elon Musk che ha l’obiettivo di portare Internet veloce nelle aree più isolate del pianeta. Ad aver catturato l’attenzione degli astrofili di tutto il mondo, oltre all’unicità della missione per cui è previsto il lancio di un totale di 12000 satelliti in orbita bassa entro la metà del 2020, è soprattutto l’eccessiva luminosità della flotta.

A più di dieci giorni dal lancio, i satelliti sono ancora ben visibili in cielo e il timore degli esperti è che la loro luminosità possa interferire sia con i segnali elettromagnetici provenienti dallo Spazio sia con lo studio delle stelle. Il loro potere riflettente infatti potrebbe alterare sia le immagini dei grandi telescopi sia quelle a lunga esposizione, mentre per i radioastronomi diventerà sempre più arduo ascoltare le onde magnetiche emesse dagli oggetti celesti (le stesse che ci hanno restituito l’immagine del buco nero).

Secondo Cees Bassa, astronomo del Netherlands Institute for Radio Astronomy, la missione di SpaceX potrebbe cambiare l’aspetto del cielo notturno così come lo conosciamo. In base ai suoi calcoli pubblicati sul Guardian si prevede che al completamento del progetto, ci saranno quasi un centinaio di satelliti visibili nitidamente tra le ultime ore del tramonto e le prime luci dell’alba. Questo perché in quel lasso di tempo sono abbastanza alti da essere investiti dalla luce solare.

 

La speranza ora è che i satelliti siano esageratamente luminosi perché ancora in una posizione di transito: per un’analisi più oggettiva bisognerà attendere che si collochino nella loro orbita finale prevista a circa 550 km dalla superficie terrestre.