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Il Paramento Europeo ha approvato con 348 voti favorevoli e 274 contrari le nuove regole sul diritto d’autore. “Approvata la direttiva copyright. Difendiamo la creatività italiana ed europea e i posti di lavoro”, ha scritto su Twitter Antonio Tajani, presidente del Parlamento Ue dopo il via libera dall’aula di Strasburgo.   Gli articoli che più preoccupano i contrari sono soprattutto l’11 e il 13 (diventati rispettivamente il n°15 e n°17), che sono quelli ad aver subito le modifiche più sostanziali rispetto al testo presentato a metà febbraio dal Consiglio europeo.

Articolo 15 (ex 11): Diritti dei creativi

Lo scopo della direttiva è garantire dei ricavi adeguati soprattutto a giornalisti, artisti e creativi in generale per colmare il divario tra i loro guadagni e quelli dei colossi del web come Google. A differenza di quanto previsto però nella versione precedente del testo, gli snippet e i link rimarranno gratuiti: sugli aggregatori di notizie come Google News o sulle bacheche di Facebook potranno continuare a essere utilizzati link con un testo a corredo “molto breve”. In più i contenuti parodistici come meme e gif potranno ancora essere condivisi sulle piattaforme senza limiti.

Articolo 17 (ex 13): Responsabilità delle piattaforme

copyright Non saranno più gli utenti a rischiare sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright, bensì sarà responsabilità delle grandi piattaforme come YouTube e Facebook assicurarsi che tali contenuti vengano rimossi, mentre per le piccole e le medie le regole sono più flessibili. La conseguenza è che sarà impossibile fare un controllo a tappeto costante sui contenuti caricati dagli utenti e usare il cosiddetto meccanismo di “filtro” per la loro rimozione (similmente a quello già utilizzato da YouTube). I costi per sviluppare questa tecnologia sono alti, per cui la risposta delle altre piattaforme potrebbe essere una censura alla base e avere conseguenze pericolose per la libera diffusione dei contenuti online.

Nel testo viene specificato che il caricamento di contenuti informativi sulle enciclopedie online non commerciali come Wikipedia saranno esenti dalle limitazioni della direttiva. Le restrizioni non si applicheranno nemmeno sui contenuti utilizzati per l’insegnamento, che saranno gratuiti “per preservare il patrimonio culturale”.   Se le associazioni come quelle ad esempio di editoria sono favorevoli, perché vedono crescere il potere negoziale con le grandi piattaforme, chi è contrario fa notare essenzialmente che le norme sono vaghe e lasciano gran parte della responsabilità alle legislazioni locali, rischiando di avere 28 legislazioni diverse. Adesso manca solamente il passaggio formale al Consiglio dell’UE e le nuova legge entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea.