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Mark Zuckerberg aveva già anticipato il lancio della sua criptovaluta durante il summit annuale F8 a San José in California. Martedì è arrivata la conferma: Facebook ha presentato ufficialmente Libra, la moneta digitale che potrà essere usata per i pagamenti attraverso i suoi servizi di messaggistica. Ma come funziona? Ecco tutto quello che sappiamo fino ad oggi.

libra

Libra è una moneta globale e un’infrastruttura finanziaria. In quanto criptovaluta funziona sulla base di una piattaforma blockchain definita dallo stesso Zuckerberg sicura, scalabile e affidabile. Più semplicemente Libra si rivolge non solo a coloro che non possiedono un conto in banca, ma a tutti gli utenti iscritti ai social network del gruppo, quindi anche Instagram e Whatsapp. Se la nuova moneta sarà usata inizialmente per scambiare denaro attraverso i social, l’obiettivo è quello di trasformarla in una moneta su scala globale.

 

A differenza del bitcoin, Libra sarà una stablecoin, una moneta digitale con un rapporto di parità con il dollaro. Avrà – secondo La Stampa – un centinaio di nodi e un miliardo di dollari a garanzia della criptovaluta e per supportare il progetto.

Chi sono i partner che sostengono il progetto?

La valuta digitale sarà gestita dalla Libra Association, un’organizzazione senza scopo di lucro. Il gruppo è formato attualmente da 27 nomi importanti, ma si prevede di arrivare ad un centinaio entro il prossimo anno. Facebook è così entrato nel mondo dei servizi finanziari, ma non si è posto come antagonista del settore bancario: a testimoniarlo la presenza di Mastercard, PayPal, Stripe e Visa tra i sostenitori.

Oltre alle organizzazioni leader dei pagamenti globali sopracitate, faranno parte del consorzio anche colossi dell’economia tra cui Uber, eBay, Spotify, Lift, Vodafone e Iliad.

Quali sono le previsioni future?

Negli Stati Uniti, Maxine Waters – la numero uno della Commissione per i servizi finanziari della Camera – ha chiesto a Facebook di sospendere la realizzazione del progetto fino a quando questo non sarà studiato a fondo dal Congresso. Anche il ministro francese dell’economia e delle finanze Bruno Le Maire vuole un rapporto entro metà luglio dalle banche centrali dei Paesi del G7 che evidenzi i rischi delle valute digitali e gli impatti sul sistema finanziario.

 

Non c’è da stupirsi comunque che il titolo di Facebook, dopo l’annuncio abbia iniziato a salire: l’intenzione di Zuckerberg è quella di trasformare le app del suo social in portafogli elettronici, un’opportunità vantaggiosa soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove la maggior parte della popolazione ha uno smartphone ma non un conto in banca. Per questo il lancio di Libra non deve essere sottovalutato, perché la sua forza sarà quella di minimizzare i costi di gestione, soprattutto per quanto riguarda i micro pagamenti.