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Il Parlamento europeo ha approvato la creazione di un gigantesco database di dati biometrici, con l’obiettivo di semplificare il processo di identificazione di terroristi, criminali e immigrati irregolari. Il nuovo database, conosciuto come CIR (Common Identity Repository) consentirà di unire i dati dei sistemi esistenti all’interno dell’Unione Europea, spesso incompatibili tra loro: sarà possibile unificare le informazioni identificative di più di 350 milioni di cittadini europei e non, inclusi i codici dei passaporti e le date di nascita. Ulteriori modifiche permetteranno ai funzionari di incrociare le impronte digitali con altre informazioni biometriche, in modo da segnalare se un individuo è registrato con diverse identità in più database.

 

database

 

Politico ha rivelato che il database centralizzato “consentirà ai funzionari l’accesso all’identità verificata di una persona con un singolo scan dell’impronta digitale“. Come ci si aspettava, la creazione di CIR ha sollevato molte critiche riguardo la protezione della privacy ad un anno dall’entrata in vigore del GDPR, il regolamento europeo in materia di protezione dei dati sensibili del cittadino; come fa notare Politico, gli attacchi terroristici di Parigi e Bruxelles nel 2015 hanno però reso necessaria l’introduzione di un sistema di queste dimensioni. Jeroen Lenaers, relatore della commissione europea, ha dichiarato che “il database consentirà un accesso più rapido, più sistematico e più completo ai sistemi di informazione dell’UE per i professionisti sul campo: agenti di polizia, guardie di frontiera, funzionari incaricati al controllo dell’immigrazione e membri del consolato, per aiutarli a svolgere al meglio il loro lavoro”.

 

Fonte: Business Insider