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HyperSurfaces è la nuova tecnologia sviluppata da un giovane italiano da Vicenza, Bruno Zamborlin.
Grazie a un curriculum di tutto rispetto, con ricerche e studi svolti tra Parigi e Londra, Zamborlin era riuscito a fondare pochi anni fa la sua prima startup, Mogees. Il fulcro del progetto era, in quel caso, la musica. Infatti lo sviluppatore vicentino aveva progettato un sensore capace di convertire in suono qualsiasi vibrazione, generando fantastiche melodie. Anche l’oggetto più semplice poteva diventare così uno strumento musicale.

 

Ora, però, la creatività del giovane si è spinta oltre, dando vita a una nuova tecnologia.

Ci siamo abituati a interagire con la tecnologia attraverso tastiera, mouse e touch-screen, alienandoci dal nostro ruolo fisico” dice nel video di presentazione il fondatore di HyperSurfaces.

Eppure oggi si può fare di più.

Il team internazionale di Zamborlin, che lavora tra Londra e Los Angeles, ha dato vita a un nuovo incredibile progetto, che potrebbe rivoluzionare la nostra quotidianità.

Con HyperSurfaces qualsiasi superficie diventa smart e riconosce gesti e tocchi, trasformandoli in comandi. Un complesso sistema di microfoni e sensori di superficie viene connesso a un chip che recepisce i segnali e li legge attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Lo scopo del progetto è quello di rendere forma e materia delle superfici intelligenti. In tal maniera, ogni minima vibrazione prodotta sul materiale integrato sarà riconosciuta e ricondotta a un nuovo vocabolario gestuale. Si potrà così arrivare a bussare sulla porta di casa per spegnere le luci o regolare il volume della televisione facendo scorrere un dito sul bracciolo della poltrona.

Qualsiasi oggetto può essere integrato con la tecnologia di Zamborlin, ma le aziende a cui HyperSurfaces si rivolge sono principalmente quelle del settore edilizio e automobilistico. Nei suoi video, infatti, Zamborlin mostra il suo lavoro applicato alla portiera di un’auto, a un tavolo e a un muro.
Il progetto ha già raccolto oltre un milione di euro di finanziamenti e si prospetta che per il 2019 la nuova tecnologia possa essere messa in vendita. Per il prossimo anno, infatti, è prevista la messa in commercio di un SDK, grazie al quale chiunque potrà sviluppare le proprie applicazioni.