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“Uno scimpanzé è fuggito dalla sua gabbia, in uno zoo del North Carolina, rapendo una bambina e seminando il panico tra i visitatori”: fake news?

“Nel 2018 la Terra rimarrà al buio per 6 giorni a causa di una tempesta solare”: fake news?

“Ritrovati i resti di un oggetto non identificato tra le colline di Siena: esperti sul posto per le indagini”: fake news?

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Potrebbero esserlo. Titoli strambi e accattivanti, notizie sopra le righe e fuori dal comune, teorie di complotto: sono tutti elementi che sono assai cari a chi diffonde le fake news.

Ma partiamo dall’inizio. Il termine fake news indica le “false notizie” ossia le cosiddette “bufale” che oggigiorno circolano in rete con grande facilità. Si tratta di contenuti ingannevoli, che a volte semplicemente distorcono notizie vere, deformandole in un’ottica del tutto controversa.

Oggi più che mai il diffondersi delle fake news ha raggiunto livelli allarmanti. Ovviamente, ciò è stato reso possibile dall’ampliamento e dalla diffusione capillare del web, ormai accessibile a tutti. Si è andata creando una vera e propria nazione virtuale sul web, che produce, diffonde e condivide tutta una serie di contenuti, senza che nessuno ne convalidi l’effettiva veridicità.

In effetti, se fino a pochi decenni fa, giornalisti e testate giornalistiche si facevano garanti delle notizie diffuse, oggi pare che la rete abbia superato questo step: il web è diventato l’autorità stessa e gli utenti sono direttamente responsabili di ciò che diffondono.

Ora, mascherandosi dietro l’anonimato offerto dal mondo digitale è diventato facilissimo diffondere fakes: la velocità di trasmissione e l’ampio pubblico a disposizione ha permesso a queste notizie di raggiungere in pochissimo tempo un numero enorme di persone.

Ma perché tanto clamore attorno a questo argomento?

Per i potenziali pericoli.

Le notizie influiscono sulla percezione che abbiamo del reale e influenzano il comportamento delle persone. È un po’ come se online la gente lasciasse andare i freni inibitori, diventando preda di istinti irrazionali, un poco come avviene alle folle in piazza.

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Un esempio: nel 2016 si era diffusa in rete la notizia che in una certa pizzeria di Washington si tenessero traffici pedopornografici gestiti da Hilary Clinton. Un giovane americano è arrivato, addirittura, ad aprire il fuoco sul locale, convinto della realtà della news.

Come difendersi dalle fake news dunque?
  • Controllare sempre la fonte
  • Verificare l’autorità di chi ha scritto l’articolo
  • Leggere con attenzione il titolo: spesso le fake news hanno titoli accattivanti per il clickbaiting
  • Verificare l’attendibilità delle citazioni
  • Buona dose di senso critico
Curiosità:
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Nel 1835 il New York Sun pubblicò per circa una settimana una bufala sui Lunariani. Dal 25 al 31 agosto, il giornale raccontò in prima pagina le stupefacenti scoperte fatte da Sir John Herschel, grazie al suo nuovo telescopio installato al Capo di Buona Speranza.

Apparentemente venivano riportati i resoconti tratti dal The Edinburgh Journal of Science (che aveva chiuso ben sei anni prima!). Si narravano strabilianti novità: Herschel era riuscito a osservare sulla Luna diverse forme di vita, non solo animali ma anche umanoidi lunariani.

L’interesse verso queste fantomatiche scoperte si diffuse rapidamente, alimentato anche dai commenti di numerosi giornali e dai bollettini delle riviste accademiche. Persino un comitato di scienziati di Yale si recò a New York in cerca degli articoli originali!

A settembre, tuttavia, il New York Sun ammise che gli articoli erano una bufala: con la grande burla della luna (The Great Moon Hoax) il giornale era però risuscito a vendere decine di migliaia di copie, senza che il pubblico si rendesse conto di essere stato preso in giro!