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BezosSebbene oggi Jeffrey Preston Bezos sia l’uomo più ricco del mondo, l’inizio della sua storia non è dei migliori. La madre lo dà alla luce a soli 17 anni, nel 1964, mentre frequenta ancora le scuole superiori. Dopo a malapena un anno di matrimonio, il padre se ne va abbandonando moglie e figlio. Nel ’68 la donna si risposa con Mike Bezos, un giovane cubano emigrato negli Stati Uniti da una quindicina d’anni. L’uomo adotta il piccolo che prende il suo cognome. La coppia si trasferisce in Messico e inizia finalmente un periodo più sereno. Jeff può finalmente dare sfogo alla sua passione per la tecnologia: si dice che da piccolo abbia installato un allarme elettrico per tenere lontani i suoi fratelli. Gli studi gli danno la possibilità di imparare molto nel settore e nel 1986 si laurea in Informatica all’Università di Princeton, con il massimo dei voti, per poi proseguire con un dottorato di ricerca di Ingegneria Elettrica. Grandi aziende lo notano subito e Bezos inizia a lavorare a Wall Street nel settore dell’informatica.

Amazon

Il lavoro procede a gonfie vele, Jeff ha un ottimo stipendio e nel ’93 si è sposato con quella che tutt’oggi è la sua compagna. Eppure nel 1994 decide di licenziarsi per avviare un progetto proprio. Si tratta di un azzardo. Bezos sente di dover prendere parte al fenomeno Internet, una grande rivoluzione che non può lasciarsi sfuggire: meglio tentare e fallire che vivere con il rimorso di non aver provato!

Così nel garage di casa fonda Cadabra, che verrà subito ribattezzata in Amazon (dal nome del rio delle Amazzoni). L’azienda apre i battenti nel luglio del ’95 come libreria online, con la maggior quantità di libri mai vista fino a quel momento! Amazon non vende solo volumi, ma anche videogiochi, macchine fotografiche ed elettrodomestici. La piccola azienda si trasferisce in un appartamento di due stanze e Bezos assume alcuni dipendenti, ma l’attività è talmente una scommessa che viene installata una campanella perché suoni a ogni acquisto. Dopo poche settimane, la campanella suona così spesso che viene disattivata: dopo 30 giorni Amazon vende libri in 45 diversi paesi. Contro ogni aspettativa, l’azienda di Bezos è un enorme successo. La fortuna dell’attività è destinata a crescere, migliorandosi giorno dopo giorno. Nel ’97 entra nel mercato azionario e nel 2005 lancia Amazon Prime, un servizio premium che promette consegne in tempi record. Nel 2007 esce Kindle, il lettore e-book che fa concorrenza all’i-Pad di Apple, mentre nel 2010 Jeff decide di lanciarsi in una nuova impresa: gli Amazon Studios. È un salto nel vuoto destinato al successo, con la produzione di film e serie tv che ricevono decine di premi. Nasce così anche Amazon video nel 2018, che propone contenuti video in streaming. Sempre nel 2018 apre Amazon Go, il primo supermercato completamente automatizzato.

Blue Origin

BezosDi fronte all’enorme successo di Amazon, nel 2000 Bezos decide di avviare un nuovo progetto: Blue Origin. Si tratta di una società di start-up che mira a voli nello spazio. Il sogno del magnate americano è quello di pianificare i primi voli per il turismo nello spazio e, per il 2025, spera di riuscire a creare il primo insediamento umano permanente sulla luna.

Washington Post

Nel 2013 Bezos fa un importante investimento e acquista il giornale della famiglia Graham, fortemente in perdita. Al suo ingresso nel mondo dell’editoria molti sono scettici e guardano con sguardo critico il suo intervento eppure, di nuovo, accade l’impensabile. Grazie a una serie di soluzioni mirate e all’intervento di figure tecniche, il giornale inizia a creare materiali più innovativi, presenti su diverse piattaforme, capaci di raggiungere un pubblico sempre più vasto. Dopo soli tre anni dall’acquisto, il Washington Post torna a vedere grandi profitti e ad assumere nuovo personale. Nel 2016 il giornale diventa il secondo quotidiano statunitense per numero di lettori, ritornando agli antichi splendori, se non addirittura superandoli.

Capo pretenzioso o filantropo dal grande cuore?

BezosLe accuse mosse a Jeff Bezos per le condizioni dei lavoratori Amazon si sono ripetute negli anni. Tra gli ex dipendenti del colosso dello shopping digitale si mormora di turni estenuanti, pause rarissime e stipendi da fame. Inoltre, Bezos è descritto come un manager infernale, per nulla empatico e con un caratteraccio che lo rende assai poco socievole. Si dice che i dirigenti aziendali tremino solo leggendo le sue mail e che la pressione e lo stress facciano sì che resistere due anni in Amazon sia un vero e proprio record. Eppure il Paperon’ de Paperoni americano è attivo su vari fronti sociali e filantropici. Si è sempre esposto a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso e ha stanziato milioni di dollari per la ricerca nel settore farmaceutico. Ha donato a diversi ospedali, asili ed enti benefici no-profit per migliorare la condizione degli immigrati e dell’istruzione.

Curiosità
  • Bezos dorme tanto, almeno 8h a notte e non usa mai la sveglia per alzarsi, perché convinto dell’importanza di svegliarsi da sé!
  • Possiede un sottomarino personale che gli permette di dedicarsi al suo hobby preferito: cercare razzi spaziali negli oceani!
  • Noto per le parole dure e spesso sarcastiche, Bezos ha assunto un coach per imparare alcune tecniche di leadership. Questo dopo aver ripreso alcuni dipendenti con frasi anche offensive, aggiungendo “ottimo lavoro” alla fine del discorso per motivarli.