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Da più di un ventennio ormai, la Cina ha iniziato la sua scalata all’Olimpo.

Oggi, la nazione si propone come nuovo alfiere nell’universo della globalizzazione, facendo di Pechino la città cardine di questo processo in continua evoluzione. Eppure, in passato la Cina è stata per secoli un paese povero, che sopravviveva grazie alla coltura del riso e poco altro.

Nel 1949, con il passaggio al Partito Comunista Cinese, il paese si trovava in una profonda crisi. Mancavano infrastrutture e l’economia era fragilissima. Venne fatto un enorme sforzo per rilanciare i settori produttivi, in particolar modo il settore dell’industria pesante, riducendo però i beni secondari. Il nuovo governo comunista penalizzò i privati delle piccole e grandi imprese e pose il sistema bancario sotto il suo rigido controllo. Dal 1958, la politica del Grande Balzo in Avanti di Mao Tse Tung impose un’industrializzazione forzata. Confiscò le terre contadine per favorire la nascita di cooperative rurali, che rendevano molto e sfruttavano una manodopera a basso costo. La produzione agricola aumentò e il settore industriale raggiunse buoni livelli, ma solo per breve tempo. Infatti, una serie di calamità naturali si riversò sul paese proprio durante questo periodo di trasformazioni. Siccità e alluvioni devastarono le terre e distrussero i raccolti, causando terribili carestie che portarono a milioni di morti.

Nel ’61 la politica del Grande Balzo in Avanti venne fermata, ma nel ’66 Mao avviò la Rivoluzione culturale, con lo scopo di riprendere il controllo dello stato.

Di nuovo, l’operazione si rivelò un fallimento, dimostrando di essere una semplice manovra per l’epurazione degli avversari, attraverso qualsiasi tipo di violenza. La Cina cadde in un pesante clima di crisi che perdurò a lungo, fino alla presa del potere di Xiaoping. Fu con il nuovo leader che il paese si aprì finalmente al libero mercato, attuando una serie di modernizzazioni in ambito agricolo, industriale, economico e militare. Soprattutto i primi due settori furono incoraggiati all’espansione e alla libertà d’impresa, che comportò una maggiore apertura vero l’occidente e la possibilità di investire in altri paesi.

Fu proprio questo enorme cambiamento a segnare l’inizio della crescita della Cina.

La Cina cadde in un pesante clima di crisi che perdurò a lungo, fino alla presa del potere di Xiaoping. Fu con il nuovo leader che il paese si aprì finalmente al libero mercato, attuando una serie di modernizzazioni in ambito agricolo, industriale, economico e militare. Soprattutto i primi due settori furono incoraggiati all’espansione e alla libertà d’impresa, che comportò una maggiore apertura vero l’occidente e la possibilità di investire in altri paesi. Oggi la Cina è una delle maggiori potenze economiche per il prodotto interno lordo. È un membro fondatore dell’Onu e il paese con lo sviluppo economico più veloce del mondo. Anche la sua potenza militare è enorme: possiede l’esercito di terra più grande al mondo e il suo budget per la difesa è secondo solo a quello degli Stati Uniti.

Il risveglio della Cina è stato mosso dalla modernità occidentale, ma la ricerca, lo studio e gli investimenti incentivati dall’interno hanno permesso al paese di arrivare nel XXI secolo a livelli inimmaginabili.

Soprattutto nel campo delle tecnologie e della ricerca scientifica il paese si è dato molto da fare. Infatti, solo nel 2012 ha speso più di 160 miliardi di dollari. Inoltre, ha sviluppato un sistema d’istruzione che pone al centro scienze, matematica e ingegneria, tanto che nel 2009 ha avuto 10.000 laureati in ingegneria. Questo si è tradotto in un forte aumento di società tecnologiche: oggi Huawei e Lenovo sono tra i marchi più diffusi al mondo e in continua espansione. L’economia della Cina è in continua evoluzione: si prospetta che il secondo consumatore al mondo amplierà ancora i suoi mercati, aumentando il prodotto interno lordo. Infrastrutture, imprese, rapporti commerciali… la Cina non ha intenzione di fermare la propria corsa. Nel mirino, ovviamente, vi sono gli Stati Uniti da raggiungere e superare.