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Chi sono?

Anonymous è un fenomeno Internet di attivismo, che coinvolge singoli utenti o intere comunità. I suoi affiliati agiscono anonimamente, soli o in gruppo, celandosi spesso dietro la maschera di Guy Fawkes, personaggio storico più noto tra i membri della Congiura delle polveri, che tentò di far esplodere la Camera dei Lord a Londra, il 5 novembre 1605. Il suo volto è stato reso celebre dal film V per Vendetta, che ne fece il simbolo di una rivolta. I membri di Anonymous si riuniscono in forum o imageboard, pieni di provocazioni, e si riconoscono in una “libera coalizione formata da tutti gli abitanti di internet”, senza distinzione di razza, sesso o religione. Al proprio interno non vi è alcun leader, ma tutti collaborano per il comune obiettivo.

Strumenti e obiettivi della lotta:

Il fenomeno nasce nel 2003 e si dota di un unico valore, ossia quello di difendere la libertà di pensiero e di espressione. A tale scopo, Anonymous agisce attraverso due modalità: la ricerca e la pubblicazione di informazioni riservate, recuperate con incursioni informatiche, e l’applicazione di blocchi temporanei delle attività online dei suoi avversari. Inoltre, assieme a tutto ciò, attua spesso proteste online e in pubblico, dove partecipano centinaia di persone a volto coperto. All’interno di Anonymous ci sono infatti gli activist che si occupano delle manifestazioni in piazza, dei sit-in, e gli hacktivist che invece gestiscono tutto il lato informatico, dalla divulgazione agli attacchi. Le azioni dei membri vanno dal trolling politico allo smascheramento di frodi da parte di grandi multinazionali.

Attività di Anonymous:

AnonymousNel 2007 vi fu l’arresto di Chris Forcand, accusato di aver avvicinato sulla rete e tentato di molestare dei minori. Forcand era nel mirino di Anonymous da tempo e furono proprio i suoi membri a segnalare l’uomo alla polizia, fornendo le prove necessarie per il suo arresto.

 

Sempre nel 2007, Anonymous attaccò diverse volte  Hal Turner, noto blogger americano razzista e sostenitore della supremazia bianca. Colpì le sue trasmissioni radiofoniche e mise  off-line il suo sito, causandogli una spesa di migliaia di dollari.

 

Altro grande progetto è stato Chanology, la lunga protesta contro Scientology, avviata nel 2008. Anonymous accusava la chiesa di sfruttare i propri membri e applicare censura sumolti dei propri contenuti. Avviò così il progetto che prevedeva proteste pubbliche in diverse parti del mondo e attacchi informatici (scherzi telefonici, fax neri e mancanze di servizi di rete). Inoltre Anonymous ha lanciato un contest “Scientology sucks” che chiedeva a tutti gli sfidanti di realizzare degli scherzi (legali!) alla chiesa, offrendo ai migliori un premio in denaro.

Anonymous

 

Una delle iniziative più grandi è stata, invece, quella per WikiLeaks, che raccoglie documenti diplomatici segreti, gestito da attivisti, scienziati e giornalisti. Anonymous ha dichiarato il suo sostegno all’organizzazione nel 2010, quando ha colpito Amazon, PayPal, Mastercard e Visa attraverso attacchi DoS (Denial of Service, ossia negazione del servizio). Tutte queste compagnie, infatti, avevano impedito donazioni a sostegno della campagna di diffusione dati di WikiLeaks. Per l’evento vi furono quasi 8.000 persone connesse in contemporanea sulla chat che coordinava le operazioni, dando vita a una vera manifestazione online.

 

Un enorme protesta fu quella contro la chiusura di Megaupload, sito web di file hosting, nel gennaio 2012. Come segno di opposizione, Anonymous ha reso impossibile l’accesso a moltissimi siti come quello della Nasa, di Sony e della Casa Bianca. Secondo le stime vi erano più di 30.000 pc collegati per l’attacco, divenuto virale in poche ore. Si trattò della più grande operazione di Anonymous.

 

Anonymous ha colpito l’Italia, attaccando Enel, Trenitalia e politici Italiani. Nemmeno Vaticano, Equitalia e l’Ordine dei Carabinieri hanno potuto salvarsi dagli hacktivisti anonimi.

Eroi o criminali?Anonymous

Ironici, scanzonati, attaccabrighe, polemici, spesso irrispettosi e mordaci, i membri di Anonymous non passano inosservati quando decidono di agire. Eppure, i seguaci dell’organizzazione non si conoscono tra loro, l’anonimato permane anche all’interno dei ranghi e la mancanza di una gerarchia crea spesso confusione. Non di rado, infatti, la firma di Anonymous è stata usata da persone che intendevano sfruttarne il nome per i propri scopi. Questo ha generato spesso incomprensioni e confusione all’interno della coalizione. L’unica verità riguardo i loro progetti viene dagli account ufficiali, dai loro social e blog.

Dopo aver conosciuto la loro storia, la domanda riguardo questi personaggi sorge spontanea:
si tratta di cyber-terroristi o di eroi che vogliono mantenere l’anonimato? A voi la risposta….